Ai margini del mondo, là dove si esercita la solitudine, là dove emergono le grandi questioni, l’anima pesa ; qui, come punto d’appoggio, palpabile è la carne da cui non posso sottrarmi. Qualora gli sguardi si assentano, quando vedere non implica più di essere visto, quando l’altro smette di farmi fronte, smette di rivelarmi, svaniscono le evidenze. L’occhio ribaltato, buio viscerale. C’è un tempo del ritiro, un tempo sospeso in cui la prova di sé è quella di un sentire radicale.
«Sentire se stessi» è il gesto inaugurale di questo progetto, che tenta di andare alla radice delle sfide assunte da una vita carnale, una condizione fisica costretta alla pesantezza. La corporeità viene affrontata da un punto di vista intimo e al contempo fondamentale, quando affiora il tormento originario dell’essere, l’essere incarnato. La solitudine del corpo proprio si fa eco dell’assolo, in cui l’atto performativo viene contemplato attraverso la sua capacità a porre la questione dell’esistenza “en retrait” (locuzione avverbiale francese) Lo stare all’indietro rispetto ad una realtà di riferimento.
Essersi sottratto ad una postura di primo piano.
Ai margini del mondo, là dove si esercita la solitudine, là dove emergono le grandi questioni, l’anima pesa ; qui, come punto d’appoggio, palpabile è la carne da cui non posso sottrarmi. Qualora gli sguardi si assentano, quando vedere non implica più di essere visto, quando l’altro smette di farmi fronte, smette di rivelarmi, svaniscono le evidenze. L’occhio ribaltato, buio viscerale. C’è un tempo del ritiro, un tempo sospeso in cui la prova di sé è quella di un sentire radicale.
Laura Simonet (Saint-Etienne, 1992) è una scenografa, coreografa e performer francese, vive e lavora a Napoli. La sua ricerca visiva e performativa esplora i rapporti di risonanza tra corpo spazio e luce e indaga le dimensioni del sentire e del vissuto corporeo, portando l'indagine ai limiti del sensibile. Il suo approccio si struttura anche attraverso una pratica in situ in stretta connessione con lo spazio architettonico.

Istruttori: Mattia Domedi e Andrew Quinn.
Questo percorso è pensato per chi desidera acquisire rapidamente competenze concrete nella creazione di visual real-time, sistemi interattivi e progetti multimediali per performance, installazioni e contesti

Un workshop dedicato a danzatori e coreografi che desiderano perfezionare tecnica, espressività e creatività. I partecipanti avranno l’opportunità di confrontarsi, condividere esperienze ed apprendere nuovi approcci al movimento, sviluppando strumenti concreti per la costruzione di sequenze coreografiche. L’incontro stimola la crescita individuale e la collaborazione, arricchendo il bagaglio tecnico e artistico di ciascun partecipante. Un’immersione completa nel mondo della danza contemporanea capace di ispirare, trasformare e rafforzare l’identità artistica di chi vi prende parte.

Il monologo è un lungo discorso fatto da una persona che, talvolta, può farti sbadigliare dalla noia. La parola deriva dalla radice greca "monologos" e si traduce in "parlare da solo".

Che cosa è necessario? Che cosa voglio dire?
CARNE ESPANSA è una palestra in cui ci sia allena senza vista, esplorando la sensibilità e la percezione come materia viva. Una palestra aperta a chi vuole approfondire un mezzo espressivo, entrarci in conflitto, per cercare cosa si vuole dire davvero.

Arrivano Roberto Zappalà, Maud De La Purification e Alessandro Pontremoli per un talk che intreccia sguardi e linguaggi diversi: la visione coreografica di Zappalà, la presenza e la sensibilità interpretativa di De La Purification, l’approccio critico e storico di Pontremoli. Seguirà un talk con Zappalà e Pontremoli sul linguaggio e la presentazione del libro del coreografo. Un incontro pensato come una conversazione aperta: attraversare insieme il lavoro, le idee, le domande dietro la scena, tra creazione, corpo e immaginario contemporaneo.

I protagonisti della conduzione radiofonica, gli autori dei programmi, i direttori editoriali, i producers ed i giornalisti delle redazioni radio in una due giorni di storie, esperienze, aneddoti e inclusività dal mondo della radio nazionali. Una vera esperienza per gli ascoltatori, per chi desidera lavorare in radio, per gli operatori delle web radio e delle radio urban e regionali e per chi già lavora nel mondo della radio nazionale.

Percorso in dieci incontri dedicato alla conoscenza e all’esperienza delle principali divinità afrocubane: gli Orichas della santería cubana.
Durante gli incontri veranno esplorati i ritmi e i canti del pantheon Yoruba, eseguiti con i tamburi liturgici batà. Le pratiche includono l’ascolto e l’esecuzione dei pattern ritmici, oltre allo studio e alla sperimentazione delle danze associate alle diverse divinità.
Vengono inoltre approfondite le leggende tradizionali, i Patakin, come chiave di lettura per comprendere e interpretare la gestualità e il linguaggio espressivo delle danze dei vari Orichas.

Il corpo come strumento, il movimento come suono.
Kinecord è un sistema interattivo che trasforma il gesto in musica, creando un dialogo diretto tra danza, ascolto e composizione.
Un’esperienza immersiva tra movimento, spazio e relazione.
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